LADISPOLI CITTADAMARE: LA PALUDE DI TORRE FLAVIA E LA SUA VITA

 

Il 24 marzo, a Ladispoli,  nella gioia di una giornata di sole tipicamente primaverile,  Nuova Acropoli ha promosso  il 2° appuntamento del ciclo Ladispoli Cittadamare, patrocinato dal Comune, visitando il  “monumento naturale della  Palude di Torre Flavia”. 

Il dott. Filippo Moretti, consigliere comunale delegato alle aree protette, si è reso disponibile,  costituendo una valida e professionale guida, ed ha avvicinato i cittadini, che hanno accolto l’invito, alla conoscenza di questa importante riserva naturalistica a cavallo dei territori comunali di Ladispoli e Cerveteri,  fornendo informazioni sull’ecosistema della palude e sulla storia del luogo.

La Palude di Torre Flavia, attualmente, è  uno dei pochi ecosistemi palustri rimasti, rispetto ad un passato in cui questi occupavano buona parte della fascia costiera di Lazio e Toscana e che furono bonificati per combattere la malaria. Un ecosistema estremamente delicato, ormai non più pericoloso,  che richiede un accurato monitoraggio e adeguati interventi, per difenderlo dall’erosione marina e garantire il corretto regime idraulico all’interno della Palude.

La palude attira una varia avifauna migratoria ed anche stanziale, che trova in essa cibo e habitat ottimale: durante la visita si è potuto osservare direttamente alcune specie di anatre ed i maestosi cigni, ed immergersi in questo ambiente di quiete così caratteristico. L’occhio era attirato anche da cartelli colorati scritti dalle mani di bimbo:  iniziative lodevoli,  quelle di coinvolgere i bambini nella tutela della palude, in special modo nel sottolineare ai contravventori i loro comportamenti incivili, considerato che il senso di responsabilità dell’uomo è il principale fattore di salvaguardia dei beni naturalistici.

Il dr. Moretti ha anche illustrato un progetto in corso, che prevede l’allagamento di altre parti della Palude che consentiranno di rinaturalizzare ed ampliare zone che torneranno ad ospitare la vegetazione e le specie animali, tipiche delle zone palustri. L’intenzione è quella di incrementare le dimensioni dell’area umida, dandole maggiore equilibrio e trasformando così alcune aree abbandonate in gioielli paesaggistici di natura selvaggia,  qualità sempre  più rare per l’aggressione dell’asfalto, che nel territorio cerite è ancora una triste realtà.

Un tempo la palude era sinonimo di malaria, ora è sinonimo di vita.

Nuova Acropoli, che da sempre porta i giovani in questa ed altre aree, per permettere loro di conoscere ed apprezzare il territorio, si impegna a  riorganizzare altre visite per loro.

 

Per maggiori informazioni: Nuova Acropoli Ladispoli- Via Fiume 108 – cell. 348 5656113 - tel. 069913772 – www.nuovaacropoli.it  - ladispoli(at)nuovaacropoli.it