NATALI DI ROMA 2016

 

Due giorni di full immersion storica, due giorni trascorsi a ripercorrere le gesta di chi ci ha preceduto, osservandone, con meraviglia, le opere che il Tempo ci ha consegnato. Come antichi viandanti di un tempo ormai passato, abbiamo iniziato il nostro cammino a ritroso, partendo da uno dei simboli più luminosi di Roma antica: la statua di Marco Aurelio. Non un semplice punto di ritrovo conosciuto ai più, ma un vero omaggio che abbiamo voluto rendere all’Imperatore Filosofo per antonomasia.

Come in un’opera lirica, dopo questa meravigliosa overture in piazza del Campidoglio, siamo entrati nel vivo del primo atto: la passeggiata “dall’alto” lungo il Foro Romano. L’archeologa dott.ssa Scimonello ci ha mostrato alcuni dei luoghi sacri ancora oggi ben conservati, mostrandoceli dagli affacci panoramici che fanno da cornice ai Fori Imperiali; abbiamo potuto osservare il Tempio dedicato a Romolo, il luogo dove venne interrato il lapis niger, l’arco di Settimio Severo, la casa delle Vestali, il Tempio della dea Vesta e la Curia – sede del collegio sacerdotale dei Salii.

Concluso questo primo appuntamento, abbiamo proseguito il nostro cammino o, se preferite, la nostra opera, passando dall’alto del Colle Campidoglio ad una parte più nascosta, più segreta, ma non per questo meno importante: la Roma sotterranea. Per calarci in questa nuova realtà ipogea ci siamo avvalsi della collaborazione dell’archeologo Carlo Pavia, il quale ci ha raccontato con passione la sua vita professionale e le scoperte che ha realizzato, in più di 40 anni di studio di Roma. Attraverso un reportage fotografico di grande impatto abbiamo potuto vedere luoghi che nessuno di noi avrebbe potuto immaginare esistessero “sotto i nostri piedi”, sotto quelle strade che quotidianamente percorriamo per recarci a lavoro, all’Università o semplicemente per una passeggiata di relax.

Domenica abbiamo concluso il “percorso”, facendoci accompagnare da Carlo Pavia a visitare due splendide testimonianze della Roma segreta di cui aveva parlato il giorno prima, le catacombe di San Crisogono e di San Salvatore in Onda. Le foto viste erano indubbiamente meravigliose ma, come sempre, esserci è tutta un’altra esperienza, un’altra emozione. Pertanto come una scolaresca abbiamo diligentemente seguito la nostra guida lasciandoci stupire da ogni singolo angolo, ogni singola pietra, ogni singolo affresco.

Questi tre incontri che abbiamo realizzato, sono stati tre momenti molto diversi tra loro. Uno ci ha portato in “alto”, gli altri due ci hanno mostrato cosa c’è “sotto”, ma tutti hanno saputo appassionarci e risvegliare in noi la bellezza che fu Roma antica.

E forse proprio questa rinnovata consapevolezza è stata il più bel regalo che potessimo offrire alla nostra Città Eterna.