I GIOVANI E L’ARTIGIANATO

Il ciclo “Impara l’arte e mettila da parte” si è concluso con il convegno “I giovani e l’artigianato. Nuove prospettive per antichi mestieri, organizzato da Nuova Acropoli-L'Aquila.

Hanno partecipato il dott. Luigi Lombardo, Vice Presidente Vicario della Camera di Commercio e Presidente della Confartigianato, il professor Alessandro Clementi, storico, e il professor Francesco Pietropaoli, docente dell’Istituto Statale D’Arte “F. Muzi”.

 L’incontro aveva la finalità di recuperare l’artigianato soprattutto ad opera delle nuove generazioni, come prospettiva per il futuro, come lavoro che permette di esprimere la propria creatività e manualità avendo ancora un contatto umano con gli altri.

 

Molto interessante è stato l’intervento del prof. Clementi che ha sottolineato il fatto che L’Aquila non è mai stata una città di nobili, ma di artigiani che con la loro arte hanno dato prestigio al territorio. Ricordiamo, ad esempio, la famosa “Scuola di Arti e Mestieri” di Teofilo Patini nata nell’1888 che rivoluziona il concetto tradizionale dell’artigianato, arricchendo l’oggetto di uso comune di un valore estetico. Tanto è vero che i migliori ebanisti dell’epoca provenivano dall’Aquila.

Perchè questa tradizione è andata persa? Perchè nessun giovane vuole fare artigianato?

 

In Abruzzo l’artigianato subì una prima crisi con l’introduzione del modello economico e industriale piemontese che si sviluppò a seguito dell’Unità d’Italia, in parte  contenuta grazie alla scuola di Teofilo Patini. Il tentativo di superare una successiva crisi iniziata nel II dopoguerra e che viviamo ancora oggi, ha visto la fondazione di una scuola d’arte nel 1950, oggi conosciuta come Istituto Statale D’Arte, che mira a fondere il sapere antico con le tecniche moderne. I

 

I giovani pensano che il lavoro sia una condanna, un “posto fisso” o un posto nel “tempio-fabbrica”. Le macchine non producono capolavori ma solo riproducono un modello creato dal genio umano; riproducono e moltiplicano... Nell’artigianato, invece, confluiscono genialità, manualità e creatività. Non sono le macchine che fanno la differenza ma l’Uomo.

 

 

Non è il lavoro che rende degno l’Uomo ma l’Uomo rende degno il lavoro” (G.A. Livraga, fondatore di Nuova Acropoli)