Il messaggio de"Il Signore degli Anelli"

Il grande successo di Tolkien sta nella sua Opera d’origini, natura, carattere e scopi universali. Egli ha saputo creare un nuovo mondo ed una “nuova” mitologia attingendo dai secoli della tradizione culturale europea. In contrapposizione alle brutture ed ai pseudo-valori del Mondo Moderno che ci circonda (cosiddetto Mondo Primario), egli cerca un mondo immaginario (il Mondo Secondario).  Esso è  reale come il nostro perché concreto ed autosufficiente, non legato al mondo nel quale viviamo e di conseguenza alternativo a quest’ultimo, rispecchiando valori opposti a quelli correnti.

 

 Le storie di Elfi, Hobbit e di tutti gli altri personaggi diventano il mezzo per far rivivere sentimenti ed idealità tradizionali. Frodo, il personaggio centrale intorno al quale ruota l’intera vicenda, è quello che più si avvicina a noi, poiché non ha doti eroiche o sopranaturali, ma pregi e difetti come ognuno di noi, dubbi e debolezze. Con le potenzialità per diventare eroe, nell’accettare e cimentarsi in una grande impresa, va al di là del suo stesso destino.

 

Tutta l’opera è incentrata sul viaggio di Frodo e dei suoi compagni verso la Terra di Mordor per distruggere l’anello del potere, in una lotta che implica la grande contrapposizione tra il Bene ed il Male. Il tema del Viaggio è “topos” fondamentale nell’ambito del racconto. Deve intendersi come concetto prettamente simbolico, in quanto tali viaggi si compiono soltanto all’interno di se stessi e rappresentano la discesa alle origini o, in termini psicologici, nell’inconscio. È un percorso di conoscenza, una ricerca della Verità e di un centro spirituale. D’altronde tutto il racconto è una ricerca della condizione umana sotto forma di leggenda.

 

Quello che emerge, a parte l’eterna lotta tra la Luce e le Tenebre, è la fallibilità dell’uomo e la sua debolezza di fronte al desiderio di potere. Il messaggio, presente anche nei romanzi del Graal, è che il Male sono le Tenebre che impediscono l’Evoluzione dell’Uomo, cioè quell’insieme di passioni, emozioni e desideri che lo mantengono nell’ignoranza, nel buio e gli impediscono di vivere le cose nella realtà e Verità. Il viaggio verso la terra di Mordor è una parodia del viaggio che ogni uomo dovrebbe compiere dentro di se, per affrontare la sua parte più oscura e dominarla al fine di rinascere quale Essere Spirituale.

 

Tolkien non ha inventato nulla di nuovo, ma la sua riproposta del Mito, quale racconto portatore d’ideali e di Verità, si pone come risposta forte al tramonto del Sacro, alla perdita del “centro”, alla crisi dei valori, ossia a quell’insieme di manifestazioni che hanno segnato, e tuttora segnano, la società contemporanea. Convinto, quindi, di vivere in un mondo privo di certezze, Tolkien getta un ponte e c’invita ad entrare nel suo mondo fantastico al fine di venire <ristorati> e <rinnovati> per poter tornare a vivere così il quotidiano con una maggiore forza interiore.