Marco Aurelio: Filosofo in pace e in guerra

Per il  ciclo “Il filo di Sofia: viaggio tra le meraviglie dei popoli d’Oriente e d’Occidente”

Venerdì 6 febbraio 2004 si è tenuto presso la sala conferenze dell’associazione un incontro dal titolo

“Marco Aurelio: Filosofo in pace e in guerra”

Molti giovani hanno potuto ripercorrere la storia di questo Imperatore romano che regnò tra il 161 e il 180 d.c.. Fu l’ultimo imperatore nel periodo più alto dell’Impero, anche se già sotto il suo regno Roma iniziò la lenta ed inesorabile decadenza. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

 

Marco Aurelio è un esempio di coerenza in una vita trascorsa fra estremi: ricchissimo ma generosissimo; una tranquilla vita di studi e mansioni amministrative fino a quaranta anni e poi in guerra, in prima linea, per venti anni.

Non è possibile separare la vita di questo imperatore dai suoi pensieri. Non c’è stacco fra le sue domande filosofiche e le sue scelte quotidiane. In Marco Aurelio, pensiero ed azione sono coerenti, non tradisce le idee in cui crede, in nessun momento.

 

 

Nasce nel 121 d.c. in una ricchissima famiglia spagnola, i Veri, e sin da piccolo frequenta la corte dell’imperatore Adriano. Quest’ultimo nomina come suo successore Antonino e lo obbliga ad adottare Marco Aurelio come suo futuro erede.

Il regno di Antonino, detto il Pio, si può definire la “dolce vita” di Roma, gli ultimi anni di serena stabilità per il grande Impero. Nel 161 Antonino muore; il trono, per la prima volta, è affidato a due imperatori: Marco Aurelio e Lucio Vero. Seguono venti anni di guerre continue: al nord contro bellicose tribù barbare, ad Oriente contro i Parti ribelli.

Nel 169 Lucio Vero muore all’improvviso. Marco Aurelio si trasforma in condottiero e riesce a bloccare i barbari con ripetute vittorie. E’ ad un passo dal trionfo finale, quando nel 180 muore, lasciando l’impero al figlio Commodo che, però, passerà alla storia come uno dei peggiori uomini di Roma.

 

Questo imperatore è ricordato anche come l’Autore dei “Ricordi”, un libro consigliato a chi crede ancora che l’essere umano sia migliorabile. E’ uno dei più alti prodotti letterali della civiltà greco- romana. Si tratta di un diario che racchiude le meditazioni filosofiche su un’idea centrale che lo accompagnò per tutta la vita: la filosofia stoica.