"Mostra di presepi e natività"

Nuova Acropoli – L’Aquila ha organizzato una interessante mostra di presepi e natività” dal 19 al 23 dicembre 2005 in collaborazione con gli artigiani dell’Aquila e gli studenti dell’Istituto d’Arte per riscoprire il significato e i simboli del presepe .

 

Le opere esposte sono state 20,  realizzate con legno, ferro, creta e con materiale di recupero, distinguendosi ognuna per la genialità e la modernità e contribuendo così alla buona riuscita della mostra.

 

Durante l'originale inaugurazione, giovani oratrici hanno presentato le loro ricerche sul  significato della grotta, del bue e dell’asinello, della stella cometa, dei Re Magi e dei loro doni rivelando, all'attento pubblico,  la profondità di questi antichi simboli e la loro universalità essendo presenti in tutte le culture a volte anche  con significati opposti...

Eccovi una sintesi del loro lavoro.

 

Erika (16 anni) ha ricercato sulla Stella ...

della quale si considera soprattutto la sua qualità di dare la luce, di essere fonte di luce.

Il suo carattere celeste ne fa anche un simbolo dello spirito e in particolare del conflitto tra le forze spirituali e le forze materiali.

Spesso è stata considerata un’immagine o un nome dell’atteso Messia.

 

La Stella di Betlemme è considerata dalla maggior parte degli storici come una concessione della Chiesa appena sorta al pensiero astrologico allora dominante e si colloca tra i fenomeni cosmici straordinari analoghi che hanno preceduto la nascita di quasi tutti i Figli di Dio (ivi compreso Buddha).

Secondo quanto ha dedotto Erika, è un errore pensare che la data di nascita del Cristo possa essere determinata dall’astronomia o dall’astrologia: tutte le ricerche astronomiche della Stella di Betlemme sono state vane.

 

Il fenomeno è probabilmente di natura simbolica, psicologica e non fisica.

 


Clarissa (25 anni) ha incantato il pubblico esponendo la sua ricerca sul significato della grotta.

La tradizione della nascita di Gesù in una grotta non ci viene tramandata dai Vangeli. Infatti, Luca narra che Giuseppe insieme alla sua sposa Maria si era recato a Betlemme per il censimento indetto da Augusto ed è qui che Maria dà alla luce il suo primogenito.

Matteo è ancora più laconico, dicendo che Gesù nacque a Betlemme, in Giudea, al tempo di Erode.

 

Cosa c’entra, allora, la grotta?

 

La grotta o caverna nel periodo precristiano era il simbolo del mondo ed il luogo di nascita di numerosi portatori di religioni.

Dioniso nasce in un antro avvolto dalla luce, Hermes in una grotta, perfino Zeus, il padre degli Dei, nasce in una caverna sul monte Diktos, mentre Mitra sorge dalla roccia.

 

L’antro è inoltre l’archetipo dell’utero materno; lo ritroviamo non solo nella tradizione greca (famosissimo è il mito della caverna di Platone descritto in una delle sue opere più famose“La Repubblica”), ma anche in quella persiana. Pare infatti che Zoroastro fu il primo a consacrare in onore di Mitra un antro naturale bagnato da una sorgente e coperto di fiori.

 

Anche la tradizione che Cristo sarebbe nato allo scoccare della mezzanotte ha un significato simbolico. Nell’Impero Romano, infatti, il giorno legale iniziava con la settima ora notturna, le ventiquattro. La nascita di Gesù avviene in quel momento perché la sua venuta nel mondo segna l’inizio di una nuova era.

 

Anche i pastori assumono un significato particolare, poiché vigilando costantemente sulle greggi, assurgono a simbolo di vigilanza.


Simona (20 anni) ha trovato significati interessanti sul  bue e l’asinello

Il Bue ha sempre evocato significati positivi: bontà, calma e forza.

Fu considerato un animale sacro per molte popolazioni, in particolare in Asia Orientale e in Grecia dove interpretava anche il ruolo sacrificale perchè legato ai riti della fecondazione della terra.

 

Anche l’asino in origine era un animale rispettato e sacro soprattutto tra le popolazioni Indoeuropee. Molto probabilmente la sua valenza negativa nacque quando l’Egitto venne invaso da questi popoli, che utilizzavano l’asino come cavalcatura e fu così motivo di disprezzo per gli egiziani. Tale concezione negativa si diffuse per tutto il mediterraneo e ancora oggi l'asino è sinonimo dell'essere ignorante.

 

Nel Cristianesimo il bue e l’asinello assumono diversi significati, il bue potrebbe rappresentare le forze benefiche, il popolo eletto o il Nuovo Testamento; l’asino  le forze malefiche, il popolo dei pagani o l’Antico Testamento.

 

Infine Chiara (28 anni) ha esposto la sua ricerca sui  Magi e i loro doni

Nel Vangelo di Matteo si legge “…alcuni Magi giunsero da Oriente a Gerusalemme e domandarono: dov’è il re dei Giudei nato da poco? Abbiamo visto la sua stella e siamo venuti per adorarlo”, portarono oro, incenso e mirra. Questo episodio ha suscitato, sin dai primi secoli, una serie di leggende in Oriente  ed Occidente.

 

Molti sono gli elementi storici presenti in questo racconto.

 

A quei tempi, il Regno dei Persiani era grande e forte. I loro re governavano su tutto l’oriente e tra di essi c’erano tre fratelli: Melkon, il più anziano, regnava sui Persiani, Balthasar sugli Indiani e il più giovane, Gaspar, sugli Arabi. Il loro viaggio a Betlemme simboleggia l’omaggio a Gesù dalle  tre zone della Terra fino ad allora conosciute. Essi entrarono, secondo alcuni scritti tra cui il Milione di Marco Polo, uno alla volta al cospetto di Gesù. Ognuno di loro trovò un uomo della propria età (i Magi rappresentano le tre età dell’uomo). Poi entrarono assieme e trovarono un bambino nato da dodici giorni. In questa chiave, Gesù rappresenta l’Unità nel molteplice, Colui che è passato, presente  e futuro, l’Eterno che tutto abbraccia. Manifestandosi nelle diverse età vuole sottolineare che chi è in unione con Lui Gli è simile.

 

Secondo tradizioni orientali, il termine Magi deriva da mag- dono, mago- colui che per mezzo di un potere magico acquisisce la conoscenza. I Magi sono una tribù dei Medi, una casta sacerdotale iranica, esperta di astrologia e astronomia, che aspettava l’avvento di un Salvatore annunciato da una stella.

 

Nel Milione si legge “…tre re dalla loro regione andarono a visitare un profeta nato da poco, portarono oro, incenso  e mirra per poter riconoscere se quel profeta fosse un re, Dio o un sapiente…se prende l’oro è un re, se prende l’incenso è Dio, se prende la mirra è un sapiente.”

 

L’oro è simbolo di regalità, è il metallo più prezioso, ha carattere solare, divino, simbolo di conoscenza e rinnovamento.

L’incenso è simbolo di divinità, è un elemento che fa innalzare le preghiere verso il cielo.

La mirra, secondo gli occidentali, prefigura la passione, la morte di Cristo; nel Vangelo di Giovanni si narra che Gesù fu sepolto con mirra ed aloe. Per gli orientali è simbolo di Cristo medico-taumaturgo.

 

E, come sappiamo, il bambin Gesù prese tutti e tre i doni...