SOCIAL NETWORK

- EDUCARE AL BUON SENSO -

I social network sono la vera rivoluzione informatica degli ultimi anni: si intrecciano relazioni e connessioni con milioni di persone comunicando on-line, senza sentire la necessità di incontrarsi faccia a faccia.

Ma questa è una vera comunicazione?

Favorisce l’espressione dell’essere umano,

 delle sue idee e dei suoi sentimenti?

Aiuta a relazionarci con noi stessi e con gli altri,

 oppure favorisce la costruzione di maschere?

Questi gli argomenti oggetto di discussione della conferenza

SOCIAL NETWORK

EDUCARE AL BUON SENSO”

tenutasi a L’Aquila nel centro Kairos di Nuova Acropoli.

 

I social network, come spiega il Dott. Rocco Pollice, coordinatore del "centro SMILE" (Servizio di Monitoraggio ed Intervento precoce per la Lotta agli Esordi della sofferenza mentale e psicologica nei giovani) della Asl dedll'Aquila,  sono sempre più diffusi tra giovani e giovanissimi per comunicare e tenersi aggiornati, ma rischiano di diventare un modo per evitare la realtà e rifugiarsi in un mondo parallelo frutto della fantasia.

“Inizia con un'attenzione eccessiva agli strumenti informatici inerenti all'uso della rete. Subentra poi una fase di tossicofilia, ovvero piacevolezza nel fare cose non salutari per il nostro benessere. […] Nasce così un crescente senso di malessere che si manifesta quando si è off-line e iniziano i collegamenti notturni. In questo modo si modificano i ritmi biologici fino ad arrivare alla tossicomania: collegamenti tanto prolungati da compromettere la vita sociale del soggetto. L'ingresso in questo tunnel è tanto prorompente da modificare l'intera esistenza di un essere umano. Ma l'utilizzo improprio di internet può in qualche modo favorire l'esordio di un disturbo psichiatrico? In soggetti predisposti sì.” (Rocco Pollice)

Inoltre sui social network si tende a dare una rappresentazione di sé alterata con tendenza ad instaurare relazioni immaginarie compensando a volte quelle reali. Si viene così a creare una contrapposizione pericolosa a livello psicologico: senso di onnipotenza nel web e sentimento di fragilità nella realtà.

“Le persone si interfacciano con un'esistenza, una realtà, che è poco oggettiva e non adesa alla quotidianità per cui il rischio è che scelgano e si orientino non considerando tanto il noi universale […] ma il ‘come mi pare’. Ciò perché non vi sono limitazioni… nulla di ciò che si fa nella realtà virtuale è sanzionabile o penalmente perseguibile!” (Rocco Pollice)

Tra i più conosciuti social network c’è Facebook  percepito come “il più divertente” e “il più sociale” in assoluto: basti pensare che ha più di 200 milioni di iscritti!

Un sito come Facebook - ci spiega il Dott. Pasquale Sorgonà, dirigente del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni per l'Abruzzo - è capace di creare relazioni e interazioni tra migliaia di persone in un tempo brevissimo. Si tratta di un’arma potentissima che vede interessata principalmente la fascia tra i 14 ed i 40 anni: una forma di evoluzione del vecchio “passaparola” che ha modificato le abitudini di socializzazione in tutto il mondo.

Come tutte le cose anche i social network hanno pro:

  • Comunicazione istantanea e globale;
  • Aggiornamenti in tempo reale.

E contro:

  • Furto dell'identità digitale;
  • Violazione della privacy;
  • Adescamento.

Tutto ciò che pubblichiamo può essere carpito da male intenzionati: le foto, i video, i commenti, i link condivisi attraverso gli “amici” non sono più nostri, diventano pubblici e di proprietà di Facebook, Twitter, Netlog, MySpace, ecc. per sempre.

“La licenza IP termina nel momento in cui l’utente elimina i contenuti IP presenti sul suo account, a meno che questi non siano condivisi con terzi. In quest'ultimo caso non sono più nostri. Basta che una persona li abbia condivisi con uno qualunque dei suoi amici ed i social network sono legittimati a non cancellare questi contenuti.” (Pasquale Sorgonà)

Il software non ha controllo sui minori e nessun sistema informatico garantisce la protezione dei dati personali. Per questo è il giovane che deve essere educato e preparato ai rischi e pericoli del web. Ai fini di una buona utilizzazione dei social network e del rispetto della privacy bisognerebbe accettare le amicizie solo di persone conosciute realmente, limitare la visione dei propri dati personali solo alle persone con le quali si vogliono condividere, rispettare il codice di comportamento ed evitare di dare informazioni via mail.

Nuova Acropoli ha fortemente voluto questo incontro per sensibilizzare i giovani non solo ad un uso corretto dei social network ma anche e soprattutto per riaffermare il grande valore dei rapporti umani ed affettivi.  

L’amicizia è come un fiore raro con pochi petali: affetto, fiducia, rispetto, disponibilità, pazienza…

 

Non lasciare che il tuo fiore appassisca!