Presentazione del libro :

“Storie di briganti e di baroni nella Sicilia

del Risorgimento e dell’Unità”

Sabato 19 Gennaio 2008, nella sala stampa “Archimede” in via Minerva a Siracusa, si è svolta la presentazione del romanzo di Benedetto Fisauli “Storie di briganti e di baroni nella Sicilia del Risorgimento e dell’Unità”.

All’evento hanno partecipato, oltre ad un numeroso pubblico e ad esponenti della stampa della città, anche il Sindaco di Siracusa, Gianbattista Bufardeci, e l’Assessore alle Politiche Scolastiche, Vincenzo Vinciullo, i quali hanno commentato l’argomento del libro, ponendo l’attenzione su come la Sicilia abbia vissuto il Risorgimento.

L’autore, ricercatore di testi, racconti e storie, ha voluto creare un romanzo storico, consapevole della validità della storia come magistra vitae.

 

Così si apre il capitolo della Sicilia del 1860: la notte i contadini dell’Isola erano spesso preda dei briganti durante il rientro a casa dal lavoro; la maggior parte della popolazione, spesso troppo impegnata a coltivare i campi, rimaneva chiusa nel guscio dell’arretratezza, nella mancanza di contatto con il mondo esterno, senza termini di confronto col "nuovo", che si era già affermato in Europa e in Nord Italia.   

Ma una caratteristica rendeva il siciliano “speciale”: l’amore, forse eccessivo, per la propria terra, per la famiglia, il legame che talvolta univa signori e dipendenti, l’esaltazione del  senso dell’”onore”, tutti aspetti, questi, che non seppero impedire i deleteri fenomeni del baronaggio e del brigantaggio, due facce di una stessa medaglia, l’arretratezza.

Tutto questo si inseriva nel periodo storico segnato dall’arrivo di Garibaldi, che, sconvolgendo vecchi equilibri, avrebbe presto portato una ventata di nuove speranze nell’Isola.

L’autore ha ripercorso questo periodo storico attraverso storie di personaggi inventati, ma che si ispirano a fatti rinvenuti in alcune lettere superstiti tra le ceneri di un falò.

E' attraverso questi racconti che Benedetto Fisauli ha volto lo sguardo al passato mirando al futuro, aspirando a un mondo migliore che non rifiuti di confrontarsi con idee e proposte nuove.                       

L'ispirazione agli insegnamenti dei saggi del passato, come Eraclito e Platone, può essere utile nel presente se posta come modello da seguire, con cui confrontarsi sempre e comunque, dal momento che, in quanto “classici”, non passano mai di moda.

L’autore ha desiderato che fosse Nuova Acropoli a curare la presentazione del suo libro, proprio per le finalità culturali e umanistiche di quest’ultima. E così Letizia Lampo e Lucia Sinnona, un tempo insegnanti di filosofia del nostro autore, sono state le madrine del manoscritto. Opera scorrevole, di facile approccio, ma ricca di storia, della nostra storia siciliana, che aspetta solo di essere letta.