"Archimede : Genio Siracusano"

Venerdì 25 Gennaio presso la sede di Nuova Acropoli Siracusa, un folto pubblico di partecipanti ha avuto il piacere di assistere alla conferenza “Archimede: Genio Siracusano”, tenuta dal Dott. Alberto Gianderico, grande appassionato e studioso della storia di Siracusa e dei suoi illustri personaggi tra i quali il grande scienziato a cui è stato dedicato l’incontro culturale. Quasi tutti conoscono Archimede, pochi sanno che fosse Siracusano e non greco, poiché la Magna Grecia era composta da colonie indipendenti, e soprattutto che sia stato uno dei più grandi, forse il più grande, matematico, fisico e ingegnere di tutti i tempi.

Infatti molte delle sue scoperte e intuizioni hanno influenzatogli studi scientifici nei secoli a venire fino ai giorni nostri. Fondamentali sono state le sue deduzioni geometriche sul calcolo del volume di alcune forme e soprattutto la scoperta del pi greco, costante fondamentale per la misura del diametro di una circonferenza. Fu probabilmente il primo “fisico”, ovvero colui che applicò per prima le leggi matematiche nello studio dei fenomeni naturali e applicandole concretamente per ottenerne un beneficio come attraverso, ad esempio, la stipulazione delle leggi che governano le leve. Durante l’assedio di Siracusa ideò numerose macchine da guerra che impedirono a lungo ai Romani di invadere la città attraverso un attacco diretto, obbligandoli a sfruttare un sotterfugio. Dopo l’occupazione della città purtroppo trovò la morte.

Molti dei suoi progetti furono ripresi dal grande Leonardo Da Vinci. La scoperta delle leggi che governano il galleggiamento dei corpi sui liquidi lo portò anche a progettare la prima nave-palazzo, dono che sarebbe stato poi consegnato ad un importante monarca, da considerarsi il primo prototipo di “nave da crociera”.Aveva intuito il funzionamento del sistema solare e costruì un planetario meccanico riproducente il movimento dei pianeti, andato purtroppo perduto.  

 

 

Un genio incommensurabile capace, come pochi altri nella storia dell’umanità, di percepire l’intelligenza divina che governa il nostro mondo e al quale ispirarsi.