CONVEGNO

“FILOSOFIA PER VIVERE”

Con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Provincia di Roma, del Comune di Roma, del I° Municipio

II Sessione – Mercoledì 28 marzo 2007 ore 17:00

FILOSOFIA: SCIENZA E SOCIETA’

 

Moderatrice: Maria Sole Pomara

Benvenuti al secondo appuntamento del Convegno Filosofia per Vivere. Stasera siamo ospiti dell’Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma, Assessore Di Francia che ha apprezzato questa idea e ci ha concesso la sala.

L’attività come avrete visto nel depliant è stata anche patrocinata dal I Municipio, dalla Provincia di Roma, dalla Regione Lazio e dal Ministero dei Beni  e delle attività culturali, ma non sarebbe stata possibile se non avessimo avuto il contributo di questi relatori che, ieri sera come oggi, sono venuti, come è nello spirito di Nuova Acropoli, in forma volontaria, in forma gratuita.

Abbiamo con noi il dr. Folco Quilici, noto documentarista e scrittore, Emiliano Di Marco, scrittore e il dr. Ercole De Santis, medico e dirigente dell’area cultura di Nuova Acropoli.

 

I relatori della giornata di ieri

 

Ieri sera il tema è stato “Filosofia: Ricerca ed Educazione” dove abbiamo avuto tre educatori con reale vocazione pedagogica: il prof. Andrea Carandini, la prof.ssa Simona Gasparetti Landolfi e la direttrice di Nuova Acropoli di Roma Giulia Cardinale, che ci hanno trasmesso esperienze di educazione alla ricerca autentica e libera, auspicando una Filosofia nuova, o forse originaria, ove non ci sia spazio per intellettualismi, ove si ripristini il valore pedagogico, il ruolo di educatore, di maestro che sa condividere il destino dell’allievo, che sente la responsabilità del proprio ruolo e che viva la Filosofia come trasformatrice della personalità.

Stasera invece il tema è “Filosofia: Scienza e Società”.

Se questo fiore che abbiamo rappresentato nel depliant si apre annunciando la primavera, metafora di un’apertura di mente e di cuore, di un’apertura dell’Anima alle necessità sociali, è chiaro che la Filosofia si fa pratica di vita si fa stile di vita. L’attitudine di conduzione del quotidiano, Nuova Acropoli la sviluppa nel volontariato, ed ogni volontario cerca applicarla nel proprio lavoro.

Che contributo può dare la Filosofia alla scienza e alla società? Come si trasforma la vita con Filosofia? Abbiamo invitato uomini che hanno portato la Filosofia nel loro lavoro.

I Filosofi nell’antichità non erano però semplicemente filosofi, i primi che si  conoscono in Grecia erano scienziati, furono capaci di misurare la distanza dalla Terra al Sole, la lunghezza dell’equatore, a prevedere terremoti, erano interessati alle leggi della Natura. Poi Scienza e Filosofia si divisero: su questo tema ci parlerà il dr. Ercole De Santis, medico e dirigente dell’area cultura di Nuova Acropoli.

dr. Ercole De Santis

 

“Filosofia e Scienza”: dr. Ercole De Santis, medico e dirigente dell’area cultura di Nuova Acropoli Roma

“Voglio conoscere il pensiero di Dio quando ha creato il mondo.”

 Albert Einstein, fisico.                  

 

“L'universo comincia a sembrare più simile ad un grande pensiero che non a una grande macchina.”

James Jeans, astronomo e fisico.

 

LA SCIENZA IERI

La Scienza, nell’antichità, era parte integrante di una piramide a quattro facce che costituiva la Conoscenza in generale, ovvero la possibilità di risalire alla nostra origine. Alla base della piramide c’era la Filosofia, l’amore per la conoscenza, e ciascuna delle quattro facce, Scienza, Politica, Arte e Religione, dava la possibilità di risalire fino a quel vertice che costituiva il punto di arrivo comune di tutte e quattro, il punto di riunione definitivo: la Conoscenza.

Ogni faccia dava la possibilità a chi voleva arrivare alla cuspide, di scegliere il cammino a lui più congeniale. In quest’ottica, le quattro vie non erano assolutamente in contrasto tra loro, non si escludevano a vicenda, anzi in molti casi venivano a coincidere. In ogni caso una conteneva sempre elementi comuni alle altre. Inoltre avevano in comune il punto di partenza, ma anche di arrivo, la Filosofia.

Così in Platone, Filosofia e Politica sono inscindibili; nei filosofi Presocratici greci del VII secolo a.C., la ricerca filosofica coincideva con quella scientifica, e tutte e due implicavano un aspetto religioso nel senso più ampio del termine (da religare, riunire, in questo caso riunire l’uomo alla sua Origine, all’Assoluto): la ricerca dell’Assoluto, dell’Origine Prima, dell’Essere (la cui esistenza era data comunque per certa), delle modalità con cui dall’Uno si genera la molteplicità. Nei Pitagorici la conoscenza di sé era inscindibile dallo studio e dalla conoscenza delle leggi matematiche che regolano l’Universo e l’Uomo e che sono espressione del Pensiero Divino, ed il rigore morale che nasceva da questa ricerca si rifletteva nella vita politica e nella quotidianità.

I medici egiziani erano dei sacerdoti, e l’aspetto etico e religioso erano imprescindibili quanto le conoscenze mediche propriamente dette, per la buona riuscita delle cure. Le regole matematiche che esprimevano le Leggi dell’universo erano alla base del concetto di armonia, di proporzione, di bellezza, e venivano applicate all’Arte (musica, pittura, architettura, scultura…).

La Scienza, come la Filosofia, aveva il compito di scoprire che cos’è l’Universo, cosa siamo noi, da dove veniamo e dove andiamo… Ma oggi?

Le concezioni oggi dominanti in Europa e negli altri paesi occidentali sono essenzialmente due: la tradizionale visione della religione cristiana, basata sulla Bibbia, e la concezione scientifica che emerge dalle sensazionali scoperte degli ultimi quattro secoli. (continua)

Maria Sole Pomara

Moderatrice: Maria Sole Pomara

Ma quegli antichi filosofi come Empedocle, Parmenide, Platone furono anche artisti, scrittori, poeti perché l’Arte è una delle vie di espressione della Filosofia.

Oggi abbiamo con noi un dottore in filosofia, giovane ma tanto artista, tanto creativo, tanto amante dei bambini che è riuscito, e noi ce ne siamo innamorati, a trasportare quei difficili concetti dei suoi esami universitari a Firenze con grandi maestri, in favole comprensibili per i più piccoli. E a questo aspetto di divulgazione ci sentiamo decisamente vicini: permettere che la Filosofia ritorni nelle piazze, ritorni nelle case, ora nelle piazze per essere vissuta come quotidianità. Abbiamo chiesto al dr. Di Marco di parlarci di questa sua esperienza che lo ha portato con la casa Editrice La Nuova Frontiera ad editare già 6 libri per bambini. Quando i miei nipoti inizieranno a leggere so cosa regalare loro.

dr. Emiliano Di Marco, scrittore

"La Filosofia a fumetti": dr. Emiliano Di Marco, scrittore

Innanzitutto ringrazio per la presentazione, in quanto sentirsi chiamare dottore è molto raro quando si è laureati in Filosofia, figuriamoci sentirsi chiamare artista.

Sono venuto qui per parlare di questa esperienza che già da qualche anno stiamo portando avanti con la casa editrice "La Nuova Frontiera" di scrivere libri di Filosofia per bambini, e quando mi trovo a dire questa cosa, spesso e volentieri, la reazione è di stupore perché sembra che sia qualcosa di totalmente inedito: come si può mettere insieme la Filosofia, che è un argomento totalmente astruso e complesso per eccellenza, con i bambini? Cosa ci può essere di più lontano?

Io penso che questo non sia vero, innanzitutto per come è nata la Filosofia in Grecia: la Filosofia è la parte essenziale della formazione pedagogica dei bambini. I bambini, tra le molte cose che imparavano, sperimentavano anche la Filosofia. Era considerata come una specie di pre-condizione all’apprendimento, era un modo per imparare ad imparare. Questo, non a caso, si vede chiaramente nei testi di Filosofia greci. Tutti i filosofi greci fanno uno sforzo per tradurre in immagini il proprio pensiero, immagini semplici, anche con lo strumento del mito. Si pensava che la Filosofia dovesse essere appresa, potesse essere appresa, anche da chi non aveva nessuna conoscenza filosofica, nessuna formazione. Come molti ricorderanno dal liceo, Socrate aveva un metodo di insegnamento, la maieutica appunto, che si basava esattamente su questo: fare domande al proprio interlocutore per far sì che l’interlocutore arrivasse da solo alle risposte. Il sodo di tutto questo è supportato dalla teoria dell’anima, molto più precisa. L’anima che ricorda una vita precedente. È inevitabile notare come questo modo di procedere, questo modo di insegnare porti a grandi risultati, e presuppone la partecipazione attiva dell’allievo.

La cosa incredibile che mi è capitata è che, recentemente, io e il mio coautore dei libri, Massimo Bacchini, abbiamo fatto un incontro con i bambini e dovevamo spiegare loro cos’è la Filosofia. La cosa è stata più semplice di quanto pensassi, in quanto mi è bastato dire: voi spesso e volentieri chiedete “perché” ai genitori e loro mi hanno risposto “sì”.  Si arriverà ad un punto in cui ai “perché, perché, perché”, non si riesce più ad andare avanti e si risponde “perché sì” o “perché no” e a questo punto scatta la Filosofia.  Quando si ha un “perché sì” o un “perché no” vuol dire che c’è qualcosa che non torna, una domanda a cui non si sa rispondere, questo è esattamente il momento in cui parte la questione filosofica. La cosa affascinante è che molto spesso i filosofi laureati, che noi leggiamo nei libri, hanno esattamente questo tipo di approccio, e tutti noi abbiamo questo tipo di approccio da piccoli.

L’infanzia è un periodo particolarmente fertile per l’apprendimento della Filosofia, perché è un periodo in cui ci si fanno molte domande alle quali spesso i grandi non danno una risposta. (continua)

Moderatrice: Maria Sole Pomara

Ieri sera sedeva qui accanto a me il prof. Carandini, oggi ho avuto un momento di confusione, oggi mi è sembrato di confonderli, fra l’altro sono due armadi entrambi, dai capelli bianchi, con una esperienza di anni, due uomini che hanno anni di esperienza, in campi che non sono la trasmissione della Filosofia, ma già abbiamo detto che questo non ha importanza, perché per Nuova Acropoli si fa Filosofia aiutando un terremotato, studiando la natura, pulendo bene un bagno, regalando un sorriso, ed in tal senso io ho delle domande da porre al dr. Folco Quilici.

dr. Folco Quilici, scrittore

“Gaia racconta…”: Folco Quilici, scrittore

Mi sembra ovvio e sottointeso che la Filosofia sia dentro le rotelle della macchina che muove l’intelligenza dello scienziato, dell’astronomo; perché filosofeggiare vuol dire ragionare e quindi mi sembra che, per esempio, Linus filosofeggiasse. Non era un fumetto fatto da un filosofo era un fumetto fatto dal signor Schultz!!

Voglio dire con questo, e un po’ rispondo a priori alle domande, che io non vedo la Filosofia come una scienza a parte, forse si può parlare di cronologia di filosofi come qualcuno ha fatto, ma la Filosofia, lo dicevamo poco fa, è un po’ come l’ecologia. Io non credo affatto all’ecologia in sé, non credo che esista l’ecologo e l’ecologia; siamo tutti ecologisti o antiecologisti a seconda di come ci comportiamo, il mio cane è ecologico nel suo mondo, nella sua armonia l’albero che cresce, segue delle regole ecologiche.

Luca, mio figlio, quando scrivo un libro mi dice: "sei uno sciagurato perché non sai usare il computer e per fare un libro hai distrutto quattro alberi" ed ha ragione, questi sono i ragionamenti che dovremmo fare continuamente.

Voglio dire che io non credo a queste specializzazioni che portano poi a delle professioni, l’avvocato è l’avvocato ed il medico è il medico, il filosofo siete tutti voi.

 

 

Moderatrice: Maria Sole Pomara

Filosofia è anche capacità di raccogliere esperienza è sapersi anche trasformare, è sapersi anche cambiare in relazione a ciò che si vive, e lei per anni ha svolto un lavoro, che continua a svolgere, che ha voluto lei, che ha cercato con passione: che cosa ha tratto da questo lavoro?

(continua intervista)