Inaugurazione "Tra cielo e terra alla scoperta del Tibet"

Venerdì 17 Marzo 2006 nella Sala delle Conferenze di Nuova Acropoli dell'Aquila si è inaugurata la mostra “TRA CIELO E TERRA: alla scoperta del Tibet” con un incontro sul mondo tibetano: storiageografia, tradizioni e cultura hanno permesso di avvicinare il numeroso pubblico accorso al più remoto ed inaccessibile paese del mondo.

Grande interesse da parte dei partecipanti per le scoperte fatte su questo popolo profondo e semplice ancora legato alle tradizioni.
Attraverso l’ausilio di alcune immagini sono stati spiegati i simboli della cultura tibetana.

L’origine di questo popolo va fatta risalire alle tribù nomadi non cinesi Ch’iang, che allevavano pecore e bestiame nell’Asia centro – orientale.

 

 

 

Yak, bovide che vive ad altitudini elevate

 

L’eredità di questa origine si ritrova nel tipo di coltivazione ed allevamento, nell’attitudine dei tibetani a viaggiare attraverso grandi distanze, ma soprattutto nel grosso numero di nomadi dediti alle loro greggi di pecore, capre e yak che si spostano durante tutto l’anno vivendo in tende.

 

Una storia registrata e databile risale ai tempi in cui alcuni capi locali sostennero un sovrano che divenne il primo re del Tibet, detto “Divino Potente” che portò queste terre ad essere un regno temibile.

Fu da quel momento che il buddismo cominciò a diffondersi in tutto il Tibet diventando parte integrante e motore di ogni azione quotidiana del popolo.

Anche le costruzioni, le opere d’arte, le sculture, i dipinti, le produzioni letterarie erano permeate dalla dottrina buddista.

 

Espressione di arte sacra è il Mandala, termine che in sanscrito significa cerchio ed è una rappresentazione simbolica del cosmo.

 

Questa mostra è una testimonianza della ricchezza della tradizione tibetana e un appello perchè essa non svanisca inghiottita dal cosiddetto “progresso”.

 

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