Un tè con Hermann Hesse

In occasione del 130° anniversario della nascita

 

Giovedì 25 gennaio 2007

Nuova Acropoli - L'Aquila

Molti sono stati i partecipanti intervenuti al nuovo ciclo di “Un tè con filosofia” con protagonista Hermann Hesse. Una conferma maggiore che le opere dello scrittore hanno lasciato un segno profondo non solo nelle generazioni a lui contemporanee, ma anche nei giovani d’oggi.

 

La relatrice Alba Bafile, direttrice della filiale aquilana di Nuova Acropoli, ha accompagnato l'attento pubblico in un coinvolgente viaggio che ha avuto inizio dall’infanzia dello scrittore.

Già all’età di quattro anni, sua madre riconosce l’intelligenza e la forza di volontà che lo distinguono.

 

Cresce in un ambiente familiare rigido ma, grazie alla vicinanza del nonno, Hermann Gundert, uomo di ampia cultura, filologo orientalista e proprietario di una ricca biblioteca, il giovane scrittore scopre la sua vocazione per la scrittura e la passione per l’Oriente.

 

E’ incompreso dai genitori che lo spingono in seminario, dove Hermann resta solo per sei mesi, perché non vuole percorrere questa via. Qui affronta la sua prima crisi depressiva.

 

Gli anni della sua infanzia e della prima giovinezza sono sempre presenti nelle sue opere.

 

Nel 1903 Hesse viaggia in Italia e viene attratto dalle bellezze naturali della nostra terra, dai piccoli borghi e dalla gente semplice.

Abbiamo scoperto questo e molto altro, durante la piacevole serata, mentre sorseggiavamo del buon tè.

 

Sono state proiettate immagini  che lo ritraevano con la sua famiglia, con i suoi scritti, con i suoi dipinti ad acquerello.

Inoltre abbiamo letto brani tratti dalle opere principali per comprendere la loro rilevanza culturale:

Canti romantici, Peter Camezind, Knulps, Siddharta, Il lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il giuoco di perle.

Alcuni momenti della serata

Ampie pagine sono dedicate alle bellezze della Natura che sempre Hesse sentirà vicino alla sua Anima, vedendola come Madre, fonte di vita, e come saggezza.

Anche la musica accomuna i suoi scritti, perché essa è il linguaggio supremo della divinità, è la più alta espressione del contatto con l’Armonia Universale.

 

 

Acquerello di Hermann Hesse

Ciò che ha colpito tutti i presenti è stata la profondità dei contenuti che Hermann Hesse è riuscito ad esprimere e trasmettere con grande abilità e naturalezza, riportando in superficie le domande che da sempre accompagnano l’uomo: Chi sono? Da dove vengo? Dove vado?

 

I protagonisti delle sue opere sono dei Ricercatori di se stessi, delle proprie radici, di un’armonia interiore. Sono Pellegrini in viaggio, un viaggio che esprime il senso del cammino che ognuno di noi deve affrontare per raggiungere il proprio centro.

 

 

Tutti i protagonisti delle opere scelgono una via diversa nella forma, ma unica nello spirito poiché è la via interiore alla scoperta della propria anima.

 

Per questo motivo Hermann Hesse, anche se non è stato propriamente definito filosofo, è un uomo che si può definire tale, perché ha fatto propria la Via Filosofica che è la via della ricerca di se stessi, della riscoperta dei valori universali di amore, generosità, fratellanza e solidarietà.