CONVEGNO

 

“LO SPORT COME EDUCAZIONE ALLA VITA”

 

 

con il patrocinio della Provincia di Roma e del Corriere dello Sport

 

I Sessione – Venerdì 21 gennaio ore 18:30 – 20:30

 

“I GIOVANI E LO SPORT”


Moderatrice: Maria Sole Pomara

Vi do il benvenuto a questa I Sessione del Convegno “Lo Sport come educazione alla vita” dedicata a “I giovani e lo sport”.

 

Sarà quella di stasera una riflessione pratica ricca di esperienze di atleti e maestri di sport come anche di progetti, di proposte future delle Istituzioni.

 

Quando i relatori mi chiedevano “di cosa parlare”, ho risposto loro “delle vostre esperienze”, perché ci vogliono esempi pratici, e quando mi è stato chiesto “che pubblico ci sarebbe stato”, ho immaginato appunto “un pubblico misto”, non solo di tecnici, ma anche di giovani alle prime armi, di docenti, genitori, sportivi. Perché questo è un aspetto interessante, lo sport unisce il giovane ed il docente con 40 anni di esperienza.

 

E Nuova Acropoli guarda con interesse a questo tema ed ha voluto ricordare l’appena chiuso 2004 Anno Europeo dello Sport, con questo appuntamento.

 

La prima relatrice di stasera sarà Giulia Cardinale, responsabile di tutte le attività che Nuova Acropoli organizza a Roma, e sarà lei a spiegare perché Nuova Acropoli – che è un’associazione di volontariato – ha voluto questo appuntamento, perché legare sport e volontariato.

“Muovi il corpo, sforza la mente: lo sport ed il volontariato nella conoscenza di se stessi”: Giulia Cardinale direttrice di Nuova Acropoli Roma

Oggi dedichiamo questa prima sessione a un tema che guarda 2 aspetti molto importanti della vita: i giovani e lo sport.

Perché Nuova Acropoli come associazione di cultura e di volontariato si interessa anche ai giovani e allo sport?

 

Perché Nuova Acropoli vive la cultura come conoscenza, idee in movimento, come filosofia integrale. L’amore per la conoscenza che abbraccia l’uomo in tutte le sue possibilità.

La filosofia ci permette di conoscere meglio noi stessi, la vita che viviamo, l’Universo del quale siamo parte.

 

La filosofia ci porta a conoscere e a trovare chiavi d’azione per affrontare le situazioni, per trarre frutto dalle esperienze. Quando la filosofia si trasforma in uno stile di vita si vive ciò che si apprende e si apprende da ciò che si vive.

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“L’azione del MIUR a favore della cultura sportiva”: Stefano Vaccari, collaboratore del Vice Ministro Caldoro con delega allo Sport scolastico – Ministero Istruzione Università e Ricerca.

 

Il 2004 è stato dichiarato dall’U.E. l’Anno dell’Educazione attraverso lo Sport. Questa è stata una grande occasione per riaffermare:

-         che educare al rispetto delle regole significa educare alla vita;

-         che educare a misurarsi con gli obblighi di realtà verso l’avversario significa educare al vivere civile;

-         che educare al gioco di squadra significa educare alla convivenza.

 

L’educazione allo sport è perciò una funzione prioritaria della scuola.

 

L’obiettivo centrale della scuola è, la formazione della persona in tutte le sue componenti di valore, intellettuali, fisiche, in un equilibrio di crescita e maturazione tra queste componenti che facilitano uno sviluppo armonioso del corpo e della mente. Ecco perché l’educazione attraverso lo sport, la maturazione di un’autentica cultura sportiva deve pienamente entrare a far parte dell’offerta educativa e della partnership tra scuola e famiglia.

 

Il Ministero dell’istruzione ha lavorato, nel corso degli ultimi mesi, alla realizzazione di un programma per l’Anno Europeo dell’Educazione attraverso lo sport. Le iniziative che si sono svolte sono servite a sostenere la collaborazione tra scuola e organizzazioni sportive per valorizzare l’apporto educativo dello sport.

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“Le arti marziali nella formazione dei giovani”: Francesco Ortu, campione mondiale e titolare della Nazionale Italiana di Karate ed atleta del Centro Sportivo dell’Arma dei Carabinieri

Campione mondiale di Karate, Francesco Ortu - www.ortufrancesco.it - inizia il suo intervento elencando i suoi grandi successi in uno sport spesso e volentieri sminuito sia dal punto di vista del prestigio, ma soprattutto dai valori che insegna ai suoi praticanti.

 

Per Ortu una vita all’insegna dello sport: un bambino timido, vivace, che si avvicina al Karate all’età di sette anni, e che prosegue dopo che “inizia a vedere che poteva fare un qualcosa”.

 

Duri allenamenti, la chiamata in Nazionale, l’argento all’europeo, la chiamata dell’Arma dei Carabinieri, l’oro ai Mondiali: una carriera di successi sportivi, ma soprattutto umani.

 

Spiega come “l’arte del combattere” serve a saper riconoscere le capacità e le tecniche dell’avversario o di possedere tecniche migliori delle sue, e non semplicemente per “infliggere un colpo violento”.

 

Ed è proprio questo il valore dominante in uno sport, il rispetto dell’avversario.

 

Il Karate nasce in India, dove alcuni monaci, per difendersi dalle incursioni barbariche, cominciano a praticare quest’arte marziale. Nasce appunto per difendersi, e non per attaccare e far del male all’avversario.