ACICASTELLO

Polifemo

Le origini del sito affondano nel mito…<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

 

Galatea era una Nereide, innamorata del pastorello Aci. I due si amavano tutte le sere, mentre di giorno Galatea era perseguitata dall’amore di Polifemo. Quando il Ciclope chiese aiuto al padre Poseidone per avere in moglie la nereide, questi rispose profeticamente che l’avrebbe avuta solo se fosse rimasto l’unico contendente. Polifemo allora tornò alla sua fucina, nelle profondità dell’Etna, staccò un grosso masso dal vulcano e lo lanciò sul povero Aci, seppellendolo. Galatea, disperata, fuse le sue lacrime al sangue dell’amato e lo salvò trasformandolo in un fiume, l’attuale Iaci, che nasce in una polla d’acqua rossastra alle pendici dell’Etna, e che da allora sfocia nel mare unendo le sue acque all’amata per l’eternità.

Il sito era già abitato e probabilmente fortificato al tempo dei greci. In seguito i bizantini, sulla rocca di Aci, edificarono un castello.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />

Varie vicissitudini portarono alla dominazione araba, che datò un’epoca sanguinosa.

Varie volte demolito e ricostruito, il castello dalla pietra lavica fu notevolmente rinnovato ed arricchito dall’intervento dei Normanni, intorno all’anno 1000. Fu costruito un ponte levatoio, delle cisterne per l’acqua potabile, altre stanze per il deposito di viveri e le carceri.

Nel 1092 passò nelle mani della Chiesa. Per un breve periodo vi si custodirono le reliquie di S. Agata.

 

Nel 1169 una violenta eruzione vulcanica distrusse in parte il castello, mentre la lava lambì soltanto le sue fondamenta.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />Dalla fine del XIII secolo all’età dei viceré il Castello fu oggetto di contesa nella lotta tra aragonesi di Sicilia e angioini di Napoli. Successivamente fu anche proprietà di privati.Caduto nel 1860 il regime borbonico, che lo aveva trasformato in carcere per i prigionieri politici, il castello passò alla proprietà del Governo dello Stato Italiano e fu dichiarato Monumento Nazionale.