Martedì 18 ottobre

 

 3° MARTEDI’ CON LA FILOSOFIA!

 

ROMA ED IL SUO APPORTO CULTURALE AL GIORNO D'OGGI.

LA FILOSOFIA DELLO STOICISMO

 

 

 

con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e Spettacolo del Comune di Ladispoli

 

 

in collaborazione con la Biblioteca Comunale Peppino Impastato

 

 

Resistenza alle avversità ,

moderazione,

libertà dai condizionamenti,

senso della fratellanza umana e del bene comune

 

 

Questi ed altri valori furono codificati a Roma dai filosofi stoici: Seneca, Epitteto e Marco Aurelio,  tracciando un’orma indelebile nella nostra cultura.

 

 

Ancora oggi infatti -  a più di 2.000 anni di distanza -  il modo di dire “essere uno stoico”  è rimasto nel nostro vocabolario come sinonimo di “ essere coraggioso,  forte, eroico, fermo, impassibile, imperturbabile”.

 

 

Martedì 18 ottobre - 3°  martedì con la Filosofia – lo abbiamo dedicato alla figura dell’imperatore-filosofo Marco Aurelio, con la partecipazione della direttrice della Biblioteca comunale Marina Panunzi e dell’Assessore alla Cultura Daniela Ciarlantini,

 

 

Lo stupore è stato scoprire, tra il folto pubblico, appassionati lettori dell’unico libro di Marco Aurelio “I Pensieri”: non un romanzo o un saggio, ma riflessioni sciolte sul significato dell'esistenza, sulla natura ed il destino dell'anima, che l'Imperatore annotava nel suo diario nelle fredde notti in tenda durante le campagne militari.

 

 

 

 

 

"Devo ringraziare gli Dei che a istruirmi sia stato mio padre, anche mio sovrano.

Egli si è sforzato di sradicare in me ogni sentimento di vanità.

Mi ha fatto comprendere che è possibile vivere in una reggia senza guardie armate, tante torce, statue e senza ostentare il lusso”.

 

“Per ogni avvenimento che ti rattrista, non dimenticare una massima fondamentale: non è il fatto in sé che costituisce una disgrazia e la felicità risiede nella capacità di sopravvivere degnamente a quanto accaduto”

 

“Qualunque cosa succeda, nessuno deve impedirti di essere giusto, magnanimo, prudente, attento nei giudizi, verace, modesto, sincero e possessore di tutte le altre qualità la cui presenza costituisce la peculiarità della natura umana”.

 

“La gente non ha colpa, dato che molti non sanno distinguere il bene dal male, sono simili al cieco che non può riconoscere il bianco dal nero.

Per questo bisogna cercare di curare il male negli uomini, come una sorta di infermità, e correggerlo dando esempio di bontà, ispirandoli a stabilire l’armonia con gli dei e con gli uomini.”

 

Queste erano riflessioni rivolte solo a se stesso, spesso infatti l’Imperatore si ammoniva, ricordandosi di essere realista e di non amareggiarsi e non perdersi d’animo, nonostante il momento di crisi.

“Che cosa vuoi tu? Fa quello che la natura esige da te al momento. Non credere di poter realizzare la Repubblica di Platone e rallegrati di fare, nonostante tutto, un passo avanti. Non considerare questo successo poco importante.

Chi può cambiare il modo di pensare della gente? E senza questo cambiamento che altro può esistere se non la schiavitù, i lamenti e la falsa obbedienza?”

 

Riflessioni ancora attuali …

Quello degli stoici fu un periodo di crisi e cambiamento per Roma.

Un periodo che si sta indubbiamente riproponendo, da cui la necessità della Filosofia per l'educazione dei giovani alla vita, una educazione basata sullo sviluppo della forza morale e sulla pratica costante di virtù.

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