Lectio Magistralis sull’Amore del filosofo Umberto Curi 

Il filosofo Umberto Curi, professore emerito dell’Università di Padova, ha incantato il numeroso pubblico intervenuto per la sua Lectio Magistralis “Sull’Amore” sabato 28 novembre nella Sala Borsellino di Palazzo Vermexio a Siracusa. La relazione del prof. Curi è stata preceduta da brevi interventi dell’Assessore Alfredo Foti del Comune di Siracusa, di Elga Daniele, presidente della sede aretusea di Nuova Acropoli e di Roberto Fai ed Elio Cappuccio del Collegio Siciliano di Filosofia. Lucia Sinnona, dopo aver spiegato la finalità dell’iniziativa, inserita nell’ambito delle celebrazioni della Giornata Mondiale della Filosofia indetta dall’Unesco, ha introdotto Umberto Curi, il quale si è cimentato in un’appassionante narrazione di due noti miti d’amore, il mito di Eco e Narciso ed il mito di Orfeo e Euridice, spiegandone il significato più nascosto e facendo notare come gli archetipi fissati dai miti d’amore della tradizione occidentale sono pervenuti fino ai nostri giorni e vengono sempre riproposti  nelle storie d’amore, soprattutto se raccontate in teatro e al cinema. Curi, autore di numerosi libri tra cui “Miti d’Amore. Filosofia dell’Eros” e “Un filosofo al Cinema”, ha svolto delle accurate indagini filosofiche su vari miti e sulla loro trasposizione cinematografica e sullo stretto rapporto “amore-morte” che li caratterizza. Inoltre, il filosofo indaga da sempre il rapporto tra amore e conoscenza. 

“L’amore compare prevalentemente come forza che riscatta e redime, sinergica, o addirittura coincidente con l’attività della ragione, assunta nella sua forma più alta, che è quella in cui essa si esprime come philo-sophia, e dunque come amore per la sapienza”. Tratto dal libro “La cognizione dell’amore. Eros e filosofia”.